Nell' adusa alcova,
la notturna falena,
conforto non trova.
Le soffici ali distese
invano ella attende
la magica quiete
dell'indolente sonno.
Nell' adusa alcova,
la notturna falena,
conforto non trova.
Le soffici ali distese
invano ella attende
la magica quiete
dell'indolente sonno.
Che sia un anno felice e sereno per tutti. Sognare che le guerre cessino, che quesa nostra disastrata Terra possa trovare un attimo di respiro. Che i bambini nel mondo non abbiano a soffrire la fame e gli abusi. Che i deboli, i diseredati, gli afflitti trovino la forza di andare avanti sarà anche una folle utopia. Ma da questa mia fragile essenza dico: Crediamoci! Chissà che a furia di crederci in molti anche le folli utopie non arrivino a realizzarsi.
Buon anno a tutti voi naviganti!
Al calare della sera
io navigo silente
su di un mare piatto
specchio per
illusorie immagini.
Seguo la mia rotta.
[my graphic]
Con lo sguardo fisso
all'orizzonte
alle colonne d’Ercole
finalmente giungerò e
spiegando le ali,
con volo ardito,
le attraverserò
in cerca degli Alisei.
Com’è difficile poetare!
Ovvero dare alle parole
quell’ afflato di alta prosodia
che raggiunge l’Olimpo e ti
incorona con l’alloro dei poeti.
Se trovi il metro è il verso
che vien meno e quando alfin
questo e quello hai dosato
ecco che sono le parole
che sanno di “affettato”
E poi, senza cercarla,
né amarla, ecco che la rima,
baciata o alternata,
come una macchia appare sulla carta.
E allor che fare? Mi devo rassegnare
a rimanere una semplice scrivana
e demandare agli altri
gli onori degli altari.
[my graphic]
Soffuse le note salgono
e si diffondono nella stanza.
Vibra ritmo nella voce
sommessa. Suadente melodia
il canto che, come una carezza,
inebria i sensi a ... fior di pelle.
Penetra negli anfratti del
cuore...Esplode inumano il
grido e tremo di rabbia.
Anche i lupi tacciono stanotte
ricacciati nel fitto del bosco
dalle urla della mia anima.
Il faro mio si è spento senza
preavviso alcuno... ed io...
Io piango ed urlo alla Luna.
Luna codarda che, per tema,
celata s'è alla mia vista.
Perfin gli amanti, mossi a
pietà, mi fanno compagnia
in questa solitaria notte.
Vestiti a lutto uniscono la
loro voce ai miei cupi lamenti.
Le mie mani sanguinano
per liberar il cuore da
fredde catene rinserrato.
Mute domande senza risposta.
Vane attese fatte di niente.
Sguardi persi nel vuoto fissano
un uscio sprangato di una stanza
in black-out permanente...ormai...
Affacciata alla mia finestra
osservo un mondo che non comprendo
Aumenta la distanza tra te e me...
Persa in una tristezza immane,
background permanente della
mia fragile anima mortale,
che vestendomi il cuore di
nero mi suona le campane
a lutto,chiudo gli occhi e sogno.
Fino al prossimo risveglio.