Olio su tela 70X50
Thursday, November 12, 2009
Tuesday, November 10, 2009
Torno sui miei passi
Torno sui miei passi
a ricalcare tratti di matita
cancellati dal tempo.
Vano
tentativo
di ripristino
Su fogli
ingialliti
Trovo viali di cipressi
a sbarrarmi il passo
Nella penombra serale
Percepisco
il pulsare
della vita
oltre
il muro
del silenzio.
Impudicamente sfrontata
mi getta in faccia il riflesso
di ciò che fui e non sono più.
a ricalcare tratti di matita
cancellati dal tempo.
Vano
tentativo
di ripristino
Su fogli
ingialliti
Trovo viali di cipressi
a sbarrarmi il passo
Nella penombra serale
Percepisco
il pulsare
della vita
oltre
il muro
del silenzio.
Impudicamente sfrontata
mi getta in faccia il riflesso
di ciò che fui e non sono più.
Monday, November 02, 2009
La sola verità
Se un giorno ti diranno di me, amor mio,
che sono stata una donna intraprendente
non credergli, amore mio, non vuol dire niente
Se qualcuno verrà a dirti che ero intelligente
ridigli in faccia, come faccio adesso io
Se ti diranno che sono stata un' artista
anche qui mentirebbero che degli artisti
nulla possiedo tranne l'inadeguato vivere
Se poi ti diranno che sono stata bella,
amore mio, sarebbe una grande balla.
Il mondo elogia i morti
ma sputa in faccia ai vivi
quando non servono più
Questa è la sola verità
e te la dice mammà
che sono stata una donna intraprendente
non credergli, amore mio, non vuol dire niente
Se qualcuno verrà a dirti che ero intelligente
ridigli in faccia, come faccio adesso io
Se ti diranno che sono stata un' artista
anche qui mentirebbero che degli artisti
nulla possiedo tranne l'inadeguato vivere
Se poi ti diranno che sono stata bella,
amore mio, sarebbe una grande balla.
Il mondo elogia i morti
ma sputa in faccia ai vivi
quando non servono più
Questa è la sola verità
e te la dice mammà
Tinteggio questa notte un sudario
Vano cercare nel pianto della sera
le ceneri che il tempo ha sparso sulla terra
Vano continuare a sperare nel ritorno
di chi ti ha detto addio un lontano giorno
Si sfaldano come l' unghie le certezze
mentre continui a elemosinar carezze
Nel declinare senza fiato della primavera
snoccioli, senza sosta, rosari di preghiera
Tracce di rimmel nero segnano il contorno
di labbra umide senza nessuno attorno
I clamori dei pensieri, alle lusinghe avvezze,
tacciono, sopraffatti dalle certe insicurezze
Nell'attesa che cali il sipario,
con colori misconosciuti ai pittori,
tinteggio questa notte un sudario.
le ceneri che il tempo ha sparso sulla terra
Vano continuare a sperare nel ritorno
di chi ti ha detto addio un lontano giorno
Si sfaldano come l' unghie le certezze
mentre continui a elemosinar carezze
Nel declinare senza fiato della primavera
snoccioli, senza sosta, rosari di preghiera
Tracce di rimmel nero segnano il contorno
di labbra umide senza nessuno attorno
I clamori dei pensieri, alle lusinghe avvezze,
tacciono, sopraffatti dalle certe insicurezze
Nell'attesa che cali il sipario,
con colori misconosciuti ai pittori,
tinteggio questa notte un sudario.
Sunday, November 01, 2009
Desidero un'anima da strega
Sorride ed ammicca Lilith
Riluce stasera la luna piena
Sfiora il mondo coi suoi pallidi raggi,
bacia le querce nella radura.
Si riflettono, nella quiete solitaria,
le sfaccettature dell'anima,
in questa notte delle streghe.
Trepidano in vista dell'incontro
le figlie della sensitiva femminilità
Li accoglierà, nel cuor delle tenebre,
in quel punto dell'universo invisibile,
in quella linea rarefatta,
che si disperde una volta l'anno,
per ascoltare la voce dei Maestri.
M'assale struggente un desiderio
mi percorre brivido dentro
Smania d' unirmi al loro canto, alle lor danze
d' afferrare l' opportunità d'incontrare lì,
in quel convivio di sapienti,
il calore di un abbraccio negato,
il suono di una voce spentasi nel tempo.
Questa è la notte di
All Hallows'Eve day
Liberandomi di questa veste opprimente
Tornerei la bambina che hai lasciato
Raccontandoti di me, del dolore
che mi ha paralizzato il cuore,
confesserei che no, io non so amare.
E' questa la notte di
All Hallow's Eve day
Riluce stasera la luna piena
Sfiora il mondo coi suoi pallidi raggi,
bacia le querce nella radura.
Si riflettono, nella quiete solitaria,
le sfaccettature dell'anima,
in questa notte delle streghe.
Trepidano in vista dell'incontro
le figlie della sensitiva femminilità
Li accoglierà, nel cuor delle tenebre,
in quel punto dell'universo invisibile,
in quella linea rarefatta,
che si disperde una volta l'anno,
per ascoltare la voce dei Maestri.
M'assale struggente un desiderio
mi percorre brivido dentro
Smania d' unirmi al loro canto, alle lor danze
d' afferrare l' opportunità d'incontrare lì,
in quel convivio di sapienti,
il calore di un abbraccio negato,
il suono di una voce spentasi nel tempo.
Questa è la notte di
All Hallows'Eve day
Liberandomi di questa veste opprimente
Tornerei la bambina che hai lasciato
Raccontandoti di me, del dolore
che mi ha paralizzato il cuore,
confesserei che no, io non so amare.
E' questa la notte di
All Hallow's Eve day
Thursday, October 29, 2009
Io, chi sono?
Calano silenti le luci
su questa città addormentata
su questa gente che tutto ha svenduto
su questo vecchio volto riarso dal pianto
Digradano le luci, s'annebbia la vista
che confonde l'ombre dei pensieri
con lo strazio dell' anima: morta.
Al calar delle tenebre
muoiono i confini di questa realtà
da cui fuggo paralizzata, basita,
ahimé, estranea a me stessa.
Corrosa dall'inquietudine
m'interrogo invano:
Chi sono dunque io?
Dove vado? Tacciono le ombre.
Ammutolisce la notte
Nell'immobilità del silenzio
Nessuna voce risponde.
su questa gente che tutto ha svenduto
su questo vecchio volto riarso dal pianto
Digradano le luci, s'annebbia la vista
che confonde l'ombre dei pensieri
con lo strazio dell' anima: morta.
Al calar delle tenebre
muoiono i confini di questa realtà
da cui fuggo paralizzata, basita,
ahimé, estranea a me stessa.
Corrosa dall'inquietudine
m'interrogo invano:
Chi sono dunque io?
Dove vado? Tacciono le ombre.
Ammutolisce la notte
Nell'immobilità del silenzio
Nessuna voce risponde.
Sunday, October 18, 2009
A Keishia
Questo l'ho realizzato per conto della Redazione di Parolarte per la poesia "Fumosi sentieri di Keishia" vincitrice della settimana a Tema "Vado per il tuo corpo"
Ulteriori informazioni sull'iniziativa promossa sul sito di "PAROLARTE"
[Prima di attivare il video vi suggerisco di mettere in pausa il playing del mio blog]
Friday, October 09, 2009
Percorsi di vita
Cedere il passo
in segno di rispetto
è indice di buona
educazione .
non dimenticarlo!
Prepara l'umiltà
un posto in paradiso,
è ciò che dice il galateo
del catechismo.
fanne il tuo motto!
Si muove con scioltezza
il burattino guidato
dall'agile mano
del burattinaio.
così deve essere...
Sono inciampata,
un giorno lontano,
sul sentiero
della convenzionalità.
e mi son bloccata
Affacciata alla finestra
mi godevo la commedia
dolce-amara del destino
Ora vedo tutti soddisfatti
precedermi sul cammino
Sento il clamore della vita
scivola silente oltre me.
Chiudo le imposte,
butto nel cesso
la buona educazione
e scendo in piazza.
Ora so che sono pronta
ad andare a fronte alta
in segno di rispetto
è indice di buona
educazione .
non dimenticarlo!
Prepara l'umiltà
un posto in paradiso,
è ciò che dice il galateo
del catechismo.
fanne il tuo motto!
Si muove con scioltezza
il burattino guidato
dall'agile mano
del burattinaio.
così deve essere...
Sono inciampata,
un giorno lontano,
sul sentiero
della convenzionalità.
e mi son bloccata
Affacciata alla finestra
mi godevo la commedia
dolce-amara del destino
Ora vedo tutti soddisfatti
precedermi sul cammino
Sento il clamore della vita
scivola silente oltre me.
Chiudo le imposte,
butto nel cesso
la buona educazione
e scendo in piazza.
Ora so che sono pronta
ad andare a fronte alta
Tuesday, October 06, 2009
Di acqua e fango
Rabbrividisce la terra torrida
al rabbuiarsi dell'eterica materia
Scossi dal torpore gorgogliano
i torrenti , par che sorridano,
destandosi dal sonno stagionale
Ma ecco che si tramuta in brontolio
la voce, si rovescia a catinelle il cielo
e nello straripar degli argini s'ode
un boato provenir dalla montagna
Rincorrono le gambe urla di spavento:
melma e fango regalan loro la fossa.
Squarcia la notte coi suoi pallidi raggi
le ferite aperte sullo sterno dei monti
Si mescolano col fango, nell'acque
del mare, le lacrime del cuore che,
lentamente, muore.
Monday, September 21, 2009
Non piangere, anima mia
Finiti i frutti estivi
lentamente si spoglia
delle foglie l'albero.
Rimangono i rami,
rinsecchiti braccia.
Si accingono gli uccelli
ad abbandonare il nido.
C' è terra bruciata a ricoprir radici
che hanno ancora sete d'acqua.
Lì, in quel rigoglioso campo
ora è sceso cupo il silenzio.
Dove sono gli amici
che ancor ieri l'altro
all'ombra dei tuoi rami
banchettavano?
Dove sono coloro
che t'amavano?
Sono tutti spariti!
Fuggiti via con le foglie
e gli uccelli ormai cresciuti.
Non piangere anima mia...
lentamente si spoglia
delle foglie l'albero.
Rimangono i rami,
rinsecchiti braccia.
Si accingono gli uccelli
ad abbandonare il nido.
C' è terra bruciata a ricoprir radici
che hanno ancora sete d'acqua.
Lì, in quel rigoglioso campo
ora è sceso cupo il silenzio.
Dove sono gli amici
che ancor ieri l'altro
all'ombra dei tuoi rami
banchettavano?
Dove sono coloro
che t'amavano?
Sono tutti spariti!
Fuggiti via con le foglie
e gli uccelli ormai cresciuti.
Non piangere anima mia...
Friday, September 11, 2009
Nuovo lamento di Giobbe
Dov'eri quando dagli abissi
invocava la salvezza il naufrago
o quando dalle macerie a Te
si rivolgeva la madre
che tra le braccia stringeva
il corpo senza vita
del figlio appena nato?
Non hai udito le grida dei fanciulli
in balia di adulti senza più morale?
Neppure quello delle donne
calpestate e di botte massacrate?
Dove sei Dio quando,
nella quiete della sera,
t'imploro di volger
lo sguardo sulla Terra?
Si strugge il cuore
Davanti all'empietà
e all'ingiustizia sociale
tacciono i tuoi Ministri
asserviti al Potere.
Si fa mercimonio
nelle tue deserte chiese.
Nessuna voce s'alza
a ristabilire l'ordine
nel caos sociale.
E vaga, abbandonato
a se stesso l'uomo
in una notte senza più luce.
Dio, dove sei?
invocava la salvezza il naufrago
o quando dalle macerie a Te
si rivolgeva la madre
che tra le braccia stringeva
il corpo senza vita
del figlio appena nato?
Non hai udito le grida dei fanciulli
in balia di adulti senza più morale?
Neppure quello delle donne
calpestate e di botte massacrate?
Dove sei Dio quando,
nella quiete della sera,
t'imploro di volger
lo sguardo sulla Terra?
Si strugge il cuore
Davanti all'empietà
e all'ingiustizia sociale
tacciono i tuoi Ministri
asserviti al Potere.
Si fa mercimonio
nelle tue deserte chiese.
Nessuna voce s'alza
a ristabilire l'ordine
nel caos sociale.
E vaga, abbandonato
a se stesso l'uomo
in una notte senza più luce.
Dio, dove sei?
Tuesday, September 08, 2009
Settembre 2009
Folate di vento oltre le nuvole
spingono i pensieri,
rendendo inafferrabili i sogni,
che si schiantano
contro il muro del pianto
Ed è brina che si sbriciola
tra le mani sterili.
Cinerea polvere che scorre
ostruendo le vene
all'imbrunire del giorno
Ed è greve l'esalar del respiro
che comprime il cuore
sotto il giogo di un dio beffardo.
spingono i pensieri,
rendendo inafferrabili i sogni,
che si schiantano
contro il muro del pianto
Ed è brina che si sbriciola
tra le mani sterili.
Cinerea polvere che scorre
ostruendo le vene
all'imbrunire del giorno
Ed è greve l'esalar del respiro
che comprime il cuore
sotto il giogo di un dio beffardo.
Imperterrito settembre avanza
Wednesday, September 02, 2009
Mare Nostrum
Non può il mio mare
essere una bara
Nè le sue acque
colorarsi rosso-sangue
Nè il suon dell'onda
può essere attutito
da grida di dolore,
dal pianto del bambino
dall'urlo del fuggiasco.
Nel Mare Nostrum
solcato da lussuose navi
si stagliano nitide
le vele all'orizzonte
saltan i delfini sull'onde .
Vi trovano dimora le sirene
tra i coralli e le stelle marine.
In questo nostro mare no,
l'uomo non può edificare
alcun cimitero umano.
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