Friday, March 16, 2007

19 Marzo


Non uso più le mani per

contar i giorni...divenuti

anni...

Ormai è un calcolo che

tengo bene a mente...

Anno dopo anno...

Si festeggiava ai tuoi tempi

questa festa?

Credo di no...altrimenti

me ne sarei ricordata...

Anch'essa archiviata nella

mia memoria...insieme

a immagini...cartoline

sbiadite dal Tempo...

Poche invero...

come pochi son gli anni

che il Destino ci ha

concesso di vivere insieme.

Sempre pochi per un

cuore di figlia che

non ha smesso mai

di amare un Padre

il cui volto ormai non

è nemmeno più un ricordo.

Guardo le tue foto

ma non c'è vita in quegli

occhi fermi nell'obiettivo...

Rivoglio la tua Vita...

Morte restituiscimi mio

Padre!

Wednesday, March 14, 2007

Storia... storia... storielle

immagine


Questa è una storia iniziata così per caso…


Una di quelle banalissime e normalissime storie fatta di piccoli episodi quotidiani.


Di una banalità sconcertante…ovvia…desueta…ma pur sempre…storia.


Essì, come ebbe a dir qualcuno di mia conoscenza…c’è Storia…e… storia e ci son poi le...storielle.


C’è la Storia [con la S maiuscola] narrata da chi ha estro…creatività…e talento.


Poi ci sono le storie [ con la esse minuscola]… di quelli che sentono rodersi dentro un pensiero… una frase… un gesto e che cercano il modo su come liberarsene.


Sono storie normali, di vita normale. Di gente che non si pone il problema dell’esistenza… della ragion di Stato o della Ragion Sociale…


Gente come me, voi, che si racconta nelle righe sfocate di una vecchia rubrica scaduta… con la labile speranza di trovar un rimedio al suo tormento.


E ci son le storielle.


Quelle, per intenderci, scambiate davanti alla porta di casa…sul pianerottolo, con il nostro dirimpettaio mentre frughiamo nella borsa in cerca delle chiavi che quando ti servono non trovi mai.


Ed è a causa di una storiella di queste che tutto ebbe inizio…o segnò la fine?


Di cosa direte voi… Forse di un qualcosa che non ha mai avuto un inizio.


Ma allora se non c’è stato inizio…è del tutto inconcludente parlar di fine…non credete?


Tutto ha un inizio e una fine…la Vita… ha un inizio e una fine…


Il giorno… e così pure la notte…


L’amore, quello tra due persone, nasce e pure lui muore….


Ogni cosa che ci circonda, purché composta di particelle di atomi e di cellule ha un principio e una fine…


Un bravo alchimista sa che “niente si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”…


E così è…


Si passa dallo stadio neonatale alla vecchiaia in una continua metamorfosi di forme cellulari…


Dalla cenere prendono vita nuovi batteri unicellulari che daranno vita ad altri pluricellulari… e così si mantiene la catena alimentare…


Dall’amore è facile passare all’odio…anzi si dice che più si è amato e più si odierà l’oggetto del nostro defunto amore…


La cosa peggiore , come ebbi sempre a leggere, è arrivare all’indifferenza… in quanto essa è la mancanza assoluta di emozioni.


Ma la mia storia [con la esse minuscola] parla solo di una amicizia finita. Ad una certa età una dovrebbe abituarsi a perdere e… trovare… amici… Si, perché ci sono gli amici, quelli con cui scambi quattro chiacchiere al bar o durante la pausa pranzo e che poi pur se non li incontri più nulla succede. E ci sono gli altri, quelli che ti trovi sempre al fianco. Anche se a volte passano mesi e mesi prima di aver loro notizie, eppure sai che se ne hai bisogno sono subito accanto a te a sostenerti ed a darti tutto il loro appoggio e la loro comprensione con la loro grande capacità di amore.


Ecco questa è la storia di come può facilmente perdersi una amicizia che non conosce la differenza tra Storia e...storia…e non conosce neanche le... storielle…


A emmegì… e che tu lo voglia o no… la fiaba finisce qui…


Salva

Sunday, March 11, 2007

Conoscere, comprendere, capire


Conoscere vorrei


l'origine di quest'ansia


che all'improvviso mi coglie


sorprendendomi.


Comprendere vorrei


l'incommensurata tristezza


che come nebbia aleggia


sulla mia anima.


Capire vorrei perché


ricuso oggi i tuoi baci


e le tue carezze che sol


ieri l'altro ci proiettavano


in paradiso.


In quelle terre lì dove


unico abitante è l'Amore


e noi eravamo dei.


Chi mi ha esilitato?


Chi ci ha esiliati


rendendoci estranei


a noi stessi?


Squarcio la mia carne,


dilanio il mio cuore e


mi avvedo che non scorre


più sangue in me.


Come cera mi sciolgo


espandendomi sul


letto dell'indifferenza.


Monday, March 05, 2007

Peter Callesen

Amo l'arte.


Amo il genio.


Amo la creatività.


E grazie a questo mare  ho la possibilità di andare anche in posti lontani.


In paesi in cui non potrei nemmeno poterci metter piede per svariati motivi.


E' per questo che adoro sempre più questo mezzo di comunicazione che ha esteso la mia esigua possibilità di viaggiare facendomi andare lontano ad incontrare davvero dei geni come questo autore che realizza dei veri capolavori usando solo il cutter su un foglio A4...che dire se non...andate a trovarlo?


A lui l'onore di occupare oggi la mia pagina...


 



"Peter Callesen"


- Looking back, 2006 -


Acid free A4 115 gsm paper and glue

Anima di cristallo


Sfumano celeri

Arcobaleni di giorni.

 

Rapidi svaniscono e si

disperdono i ricordi.

 

Labbra dischiuse

a imbersi di parole…

bugiarde.

 

Satura l’anima di

false promesse, illusorie

speranze senza domani.

 

Su letto disfatto langue

il mio corpo svilito da

effimero piacere.

 

Bramoso  d’ acqua che

disseti il  terreno reso

arido dalla dea Morte.

 

Misconoscendo ai sogni

il diritto all’esistere

Intrappolandoli nel cinismo

spietato della ragione

 

Stringo tra le mani

la chiave dello scrigno


che custodisce la mia

 anima di fragile cristallo

Sunday, March 04, 2007

Segnalazione

La tua opera nell’Antologia del Concorso di Emozioni!


Manuale di Mari in Concorso di Emozioni, 2007, Concorso di Emozioni — 1 Marzo 2007 @ 22:23


Bozza della copertinaLa grande avventura del Concorso di Emozioni è prossima al traguardo.


Le tue emozioni d’amore, espresse in poesia o in prosa, possono essere pubblicate nell’Antologia del Concorso di Emozioni creata dal Blog Manuale di Mari! La tua opera sarà stampata in un libro vero, pubblicato dall’editore Kimerik con tutti i crismi dell’editoria tradizionale ed ufficiale! Un volume che sarà presentato alla prossima Fiera Internazionale del Libro di Torino (maggio 2007) e che avrà le seguenti caratteristiche:


- Copertina a colori; - Carta avorio 100 grammi; - Rilegatura a filo; - Formato 14X21; - Prezzo di copertina: Euro 12,00 (dodici/00); - Codice ISBN; - Codice a barre rilasciato dall’AIE (Ass. Italiana Editori); - Bollini SIAE.


Il libro sarà inserito in tutti i cataloghi e sarà registrato presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sarà in vendita on line dal mese di maggio e avrà la prefazione di Nicla Morletti, scrittrice ideatrice del famoso Premio Letterario Internazionale "Il Molinello".


Cosa devi fare per partecipare a questa fantastica Iniziativa? Preleva la Guida Informativa del Concorso di Emozioni oppure segui questo link.


Però affrettati! Se vuoi che la tua opera sia inserita nell’Antologia in via di pubblicazione, devi inviarcela entro il 10 marzo 2007. Siccome mancano pochi giorni alla scadenza, ti invitiamo a inviarci l’opera esclusivamente via mail (l’email è indicata nella guida e nel sito già segnalati). Subito dopo, riceverai la dichiarazione da inviare all’Editore per autorizzarlo a stampare la tua opera nell’Antologia del Concorso di Emozioni.


Anche se non puoi partecipare con una tua opera, diventa Blog Promotore del Concorso di Emozioni! Potrai postare nel Blog di supporto del Concorso: www.concorsodiemozioni.splinder.com  e far conoscere a tutti altre iniziative culturali e letterarie.


 


Io l'ho già fatto...e spero di prendere parte all'iniziativa... chi vuol seguirmi?


Thursday, March 01, 2007

Incompleta


 


in...attesa...

Frantumazione


Esplode anima in questo fragile petto.

Schegge frantumate, in alto scagliate,

rompono lo spazio e, come farfalle,

lievemente si dissolvono risucchiati

dalla luce dell'astro nascente.

Scintillano riverberi di lacrime...dolci...

Assetato desio cerca spazi ...lontani.

Tripudio di immagini ... suoni ....odori

squarcia il silenzio di un Mondo

altrimenti divenuto...sterile.



Epicentro dell'Anima genera calore

al sussurrar di un solo nome...

"AMORE"


Thursday, February 22, 2007

Regalo di natale




Finalmente ci siamo!

Uscirono così le parole, rimbombando nella stanza vuota. Sollevò la testa fermando le mani sopra la borsa da viaggio azzurra - ultimo acquisto fatto dopo aver per giorni girovagato per i negozi del centro - spaventata lei stessa dal suono prodotto dalla sua voce.

Si guardò attorno trattenendo per un attimo il respiro poi, come inseguendo una visione, volse lo sguardo verso la finestra.

Imbruniva e le flebili luci dei lampioni proiettavano, sull’asfalto bagnato, le immagini dei palazzi con le loro luci…

Sembrava di guardare il mondo capovolto. Chissà qual è la vera immagine reale. Quella che c’è sopra o quella…sotto?

Scosse la testa, non c’era tempo per riflessioni filosofiche , tornò decisa verso il grande armadio a muro. Aprì ancora qualche cassetto frugando in cerca di indumenti pesanti anche se aveva rifatto il suo guardaroba proprio per quella occasione. Tornò a guardare la borsa che giaceva già semipiena ai piedi del letto, per poi decidersi a chiudere anche l’armadio.

Compì gli ultimi gesti come un automa. All’improvviso non le importava più cosa avrebbe portato con sé. Una strana frenesia si impossessò di lei e dopo aver chiuso con energia la valigia volse i suoi passi verso il balcone. C’era da chiudere il rubinetto dell’acqua e l’erogatore del gas. Passando nel lungo corridoio lanciò un fugace sguardo nella camera dei figli. Pullover, camicie, jeans, scarpe, giacevano sparpagliati sulle sedie, sulla scrivania, per terra. Abbandonati in giro come se nella stanza ci fosse stata la visita dei ladri o qualche evento catastrofico che avesse costretto gli abitanti a darsi alla fuga a precipizio. Resistette all’impulso, inconscio, di entrare a sistemare. Scrollò le spalle, in fondo erano abbastanza grandi da prendersi cura delle loro cose. Così come lo erano stati quando avevano deciso di partire per conto proprio per la settimana bianca con gli amici.

Raddrizzò le spalle e con passi decisi si diresse per portare a termine le ultime incombenze. Un ultimo sguardo nello specchio del bagno le proiettò l’immagine di una donna ancora bella ed in piena forma nonostante gli anni, i figli ed i primi capelli bianchi che il suo abile parrucchiere riusciva a coprire con dei bellissimi contrasti giocati sui toni del biondo …

Inarcò il sopracciglio sinistro mentre un leggero sorriso le increspava gli angoli della bocca ancora seducente e carnosa. Poi afferrata la borsa da viaggio prese al volo il cappotto e la sciarpa e senza dar un ultimo sguardo alla casa chiuse decisa la porta alle sue spalle.

Non ebbe problemi ad uscire dal parcheggio, Giovanni il portiere vedendo la macchina uscire dai garage le aprì immediatamente il cancello.

Devo ricordarmi di fare un regalo anche a lui…magari al mio ritorno gli porterò un souvenir. Alzò l’esile mano e sorrise al portiere che dentro la guardiola la guardava con un ‘espressione che sembrava triste. Tentò di leggere il labiale <Faccia buon viaggio!>. Chinò la testa in cenno affermativo e con decisione ingranò la marcia. Slittarono leggermente le ruote sull’asfalto bagnato. Sorrise, un sorriso di bimba che ha appena compiuto una marachella, soddisfatta lei stessa per la sua spavalderia. Prese la via.

L’attendeva un lungo tragitto e, contrariamente a quelle che erano sempre state le sue abitudini non riusciva a spiegarsi come mai avesse deciso di partire al tramonto.

Quante volte aveva discusso con lui che si ostinava a viaggiare di notte motivando la sua decisione col fatto che la notte le strade sono deserte e si cammina più velocemente.

Ma adesso lui non c’era, al telefono le aveva detto “Vai, se hai deciso di andare ma non aspettarti che ti seguirò”.

Aveva chiuso lo sportelletto del cellulare con una rabbia tale che stava per staccarsi. La sfida che aveva sentito nelle sue parole l’aveva imbestialita.

Osava dubitare della sua capacità di agire? Come se fosse una bimbetta che aveva ancora bisogno della balia. Pigiò sull’acceleratore mentre le nocche sbiancavano strette attorno al volante. Avrebbe dimostrato a lui ed ai figli che sapeva benissimo cavarsela da sola… Tale pensiero la proiettò immediatamente verso la meta del suo viaggio.

Quante e quante volte, da bambina prima e da adulta poi, aveva sognato una vacanza come quella che si accingeva a compiere.

Accese la radio e infilò il suo cd preferito. Le note del sassofono si diffusero nel piccolo abitacolo della sua Citroen C1 e la aiutarono a rallentare i pensieri.


 

Arrivò a notte inoltrata nel piccolo paese coperto di neve.


Il viaggio , fortunatamente, si era  rivelato senza imprevisti.

 

Fermò la macchina al centro della piazzetta dove troneggiava un grandissimo abete pieno di luci e di neve…e dopo aver riindossato cappotto, sciarpa  e guanti scese e si diresse verso l’unico albergo del posto che si trovava di fronte alla chiesa. In quel momento l’orologio del campanile batteva due rintocchi. Si sgranchì le gambe prima di suonare e rimase in attesa del portiere che giunse di lì a poco. Compassato ma non tanto da non lasciar intravedere il suo stupore per quel arrivo nel cuore della notte.

 

Buona sera - salutò cortese mentre allungava il collo per vedere se per caso era in compagnia. Lei avanzò decisa verso la reception e chiese una camera per la notte.

Accertatosi che era veramente sola il portiere richiuse l’uscio e si apprestò a compiere le solite formalità dopo averle detto che era fortunata in quanto una stanza c’era ancora, ma solo per quella notte.

- Sa, gli ospiti che hanno prenotato inizieranno ad arrivare soltanto verso l’ora di pranzo . - Un debole sorriso a mo’ di assenso mentre rispondeva:” Ho preso in affitto un cottage, su in montagna, ma non me la sento di arrivare su a quest’ora”.

Direi che è una saggia decisione – acconsentì il portiere di notte. - La strada è ghiacciata oltre che piena di curve e tornanti.

Espletate le formalità le consegnò le chiavi della camera: - 48, terzo piano e…buon riposo.

Annuì mentre si dirigeva verso l’ascensore che si richiuse alle sue spalle dopo aver pigiato sull’apposito bottone.

La camera pulita, arredata in stile "arte povera", era abbastanza calda. Si liberò del cappotto, dei guanti e degli stivali e si buttò sul letto. Il sonno la colse subito e si addormentò così… con i vestiti indosso.

 

La luce del sole che penetrava attraverso gli spiragli della persiana la destarono da quel sonno. Aprì gli occhi per poi repentinamente richiuderli in preda ad un senso di disorientamento. Quello di chi è poco avvezzo a viaggiare e fatica a capire dove si trova.

Poi realizzò.

I ricordi degli ultimi giorni le si pararono davanti, impietosi. Un leggero fremito delle labbra che lei stessa bloccò dirigendosi verso il bagno. Una buona doccia, ecco cosa mi ci vuole. Sorrise all’immagine che le rimandava indietro il piccolo specchio di quel piccolo bagno d’albergo. Poi il ricordo del cottage le fece accelerare le azioni. Scese nella hall dove c’era ancora il portiere del turno di notte che nel vederla le sorrise.

Buona giornata, Signora. La colazione è a buffet ed è già pronta – annuì avviandosi verso una piccola stanza, anch’essa arredata con lo stesso stile della camera da letto. L’odore del caffè e del latte stuzzicò il suo stomaco ricordandole che la sera prima non aveva cenato.

Finita la colazione e saldato il conto uscì all’aperto. La giornata si presentava magnifica. I primi raggi del sole rischiaravano già la piazzetta dove aveva parcheggiato. Salì e mise in moto. La macchina stentava a partire per colpa del freddo della notte. Sterzò dolcemente e puntò decisa il muso dell’auto verso la strada che l’avrebbe portata nella sua oasi silenziosa.

Procedeva a guida sostenuta sia per la strada, il cui ghiaccio iniziava a sciogliersi, sia perché affascinata dallo spettacolo che vedeva.

Meno male che aveva messo i pneumatici da neve. A dire il vero ci aveva pensato Luca, il primogenito. Forse in un momento di “rimorso”.

Le aveva chiesto le chiavi della macchina spiegandole che gli servivano proprio per portarla dal gommista a farle sistemare le ruote visto che andava sulla neve.

I rami degli alberi appesantiti dalla neve sembravano inchinarsi al suo passaggio. Più procedeva lungo la salita più lo spettacolo di quella bianca natura la estasiava. La vide in lontananza quella piccola casetta costruita interamente in legno, in puro stile tirolese. Il cuore sobbalzò in petto. Finalmente il suo sogno di fanciulla era lì davanti a lei. Quante volte, nei grigi e lunghi inverni cittadini aveva sognato di trovarsi in un posto come quello!

Ed ora finalmente aveva smesso di essere sogno ed era divenuto realtà…

Il suo sogno… la sua realtà.

Accelerò quel tanto per accorciare la distanza e si fermò.

 

Non seppe dire, in seguito, se tra lo spegnersi del motore e l’aprirsi dell’uscio ci fosse stato o meno un lasso di tempo o tutto fosse avvenuto contemporaneamente. L’unica cosa certa era che lì, davanti alla porta c’erano loro…


Monday, February 19, 2007

Vado e torno


Quante e quante volte ancor

devo andare e poi...tornare...

E  riandare...





 





Si fan sempre più stanchi i  passi...

Le gambe più pesanti...il cuore colmo

di  tristezza senza tempo né confine...

Eppure torno...





 






Torno e non siedo...instancabile

ape porto nuova linfa...

nuova energia...Vitale...

Dò la vita e nulla chiedo in cambio...

Non baratto il mio cuore...

E così difficile  dare...                              

"AMORE"?

Wednesday, February 14, 2007

Remember


Quanta tenerezza


quel bacio furtivo


scambiato di nascosto


dietro quel tronco d'albero


della Villa Comunale.


E quel lieve rossore che


imporpora le guance!


Chissà perché affiora alla  mente


proprio adesso il ricordo di quel


Primo Bacio.


Quanti anni son passati!


Quanti i baci dati!


Quante le promesse, vere o false,


pronunciate!


Eppure la dolce tenerezza


di quel furtivo e ingenuo bacio


 si posa  lieve su questo cuore


ormai stanco ridonandogli


nuovo sussulto