Saturday, August 22, 2009

Wednesday, August 19, 2009

Gelsomini nel plenilunio



Ancor tramonta all'orizzonte il sole
inabissandosi nel mare.
E s'alza lento dagli scogli il canto
ammaliatore delle mermaid.


Mi avvolge la notte dipingendo
di cobalto ogni cosa. Sfuma,
in contorni indefiniti di blu,
la terra che lenta s'acquieta.


Ed è solo silenzio. Il silenzio io
e quell'ipnotico brillìo
che ti spoglia e sei niente
al cospetto di un munifico Dio.


Immergo avida la bocca in quel
luccichìo tentando di suggere
le forze a quell'universo stellato
che indifferente il buio accende.


Reclino la testa affranta:
svanisce e si dilegua la speranza
d' ottener doni da un universo avaro,


e si tinge di miracolo la sera.


Lì, sparse su una piccola siepe,
splendono centinaia di stelle
che profumano l'aria, stordendomi.


Risplende nivea la terra imbelle:
son gelsomini fioriti nel chiaro-
scuro di un estivo plenilunio.


Appago i sensi..

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Tuesday, August 04, 2009

Buone vacanze


Eccomi qui a  lasciarvi un caro saluto alla mia maniera...
Non so se avrò modo e voglia di stare al pc nei prossimi giorni. Dipenderà dal tempo (che spero di trovare ottimo) e da tanti altri fattori. Auguro a voi tutti un agosto sereno  a chi lavora ed a chi è già in vacanza.
Angela

Monday, August 03, 2009

Da Oggetto a Soggetto ovvero: la Rivincita

Il mio ideale d'uomo
è alto e snello
col bacino stretto
ed ampio torace.
Muscoli possenti
e sodi,
in ogni appendice

Pelle abbronzata
che non teme
il sole

Dentatura perfetta
labbra sensuali
e con l' alito
che non odori
di fumo.
Dita snelle
e senza il giallo
della nicotina

Sportivo
e sano
dallo sguardo
ammiccante
voce calda
modi seducenti
servile e disponibile
ad ogni mio capriccio

Dite il cervello?
Beh, quello solo
all'occorrenza

Or se qualcuno
se ne risente,
io rispondo che:
La rivincita ci era dovuta.
Ti regalo il piatto.

Saturday, August 01, 2009

Ricordando Saffo


Di nuovo Eros
che spezza le membra
mi sconvolge,
dolceamara,
invincibile creatura¹
e tornano ricordi sopiti
di letti disfatti
di corpi sfiniti.

Rinasce a nuova vita
il desiderio,
in un brivido sensuale
ri-percorre
la mia pelle.

Abbandono la ragione
nell'anticamera
dei sensi
e ti cerco
amore
mio sopito,

e ti offro
sfacciata
il frutto mio proibito
che tu addenti
con la voracità
del lupo.

Reclino,
vinta,
la testa
sul tuo ventre,
immolando al suo regno
il mio pudore.
[¹ I versi in corsivo sono di Saffo]

E poi da morta


E poi da morta seppellitemi
in alto. In quel piccolo cimitero
di sabbia accanto a mio padre
con la vista immensa del mare.

Accanto a lui che nella morte
mi sia restituita - ultimo gesto
di generosa offerta da parte della vita -
la presenza che mi è stata negata.

Con la vista sul mare per tornare
a guardarlo in sua compagnia
come accadeva da bambina
così non temerò la solitudine.

Con la vista sul mare, in quel
cimitero terrazzato, non temerò
il pensiero del mio corpo chiuso
dentro una bara e senza aria.

Fragranza di zagara
e ginestre bagnate
di rugiada nell'alba
trascinerà la brezza
marina a dissetarci.

E dormiremo abbracciati.

Futuro semplice senza chimere

Innalzerò cattedrali dalle guglie
dorate sulla cima del cielo:
Scintillanti abbaglieranno il sole

Frantumerò il muro del suono
con l'eco delle mie parole
penetrando in ogni anfratto
delle rocce della terra, del mare.

Forgerò coralli e ne farò ghirlande
per adornare la testa degli amanti.
Ruberò all'acqua il segreto della goccia
per farne diadema per la fronte del poeta

Colmerò di sabbia d'oro le clessidre
del tempo regalando al mondo
arcobaleni di sogni e domani
fioriti di radiosi presenti

Regalerò agli uomini la gioia di vivere
con nel cuore il sorriso del bambino,
nella mente il culto della bellezza
che non avvizzisce con gli anni.

Poi, finito il mio compito,
affrancherò il mio corpo
dalla schiavitù dei sensi
ritornando ad essere:
to ti en ein

Tuesday, July 28, 2009

Immagina

Immagina la mia testa
rotolare giù sfracellandosi
con gran tonfo ai tuoi piedi:

e si squarciano le ossa

Come spermatozoi i pensieri
guizzano disorientati tra la folla
che si affretta a raccoglierli
prima che si sparpaglino.
 
Di cosa hanno paura?

Che male fanno?


Sono sterili e fragili creature
che non trovando il loro
habitat naturale pian
piano perdono vigore.

Li vedi?

Boccheggiano ansanti,
fanno fatica a respirare,
guarda, già uno muore
mentre un altro lo segue.

In un' istante non c'è più nulla.
Nulla più è rimasto. La bocca
tace.In un controtempo s' ode
sincopato il battito del cuore.

Mini chat

- ma dove sei finito?
- eccomi sono qua
- ma che fine hai fatto?
- ? Io?
- certo tu
- Veramente mi sono allontanato visto che tu hai detto: vado a cenare.
- Esatto, ho detto vado, mica ho aggiunto: non torno!
- Vabbeh... dai. Quanto la fai lunga...
- Che stai facendo?
- Nulla di che. Ho incontrato un tipo interessante.
- Interessante quanto?
- Molto...
- di dov'è?
- non ci crederai, abita vicino a me...
- Vicino? quanto?
- Dipende...
- che vuol dire... dipende?
- fai la gelosa?
- dici? DIMMI DI DOV'E'
- Se spegni il pc e passi di qua te lo dico in un orecchio...
***
Click
***
Smack!!!
***
Scemo!

Dammi la mano

Se d'improvviso le mie idee
mi succhiassero il cervello.
Se io uscissi fuori di senno
Benderanno il mio corpo
con la camicia di forza o
m'imbottiranno di sedativi
condannandomi a vivere
la vita di un vegetale?

Ahimé quanto incerta è
questa vita mortale!
Basta poco per ridurci
un vecchio colabrodo.

Fili di nero fumo i pensieri
si alzano lenti nella notte
paralizzando l'istinto naturale
dell' atavica sopravvivenza.

Come una volpe,
braccata da una muta,
tremo e piango di paura,
in mezzo al sentiero.

Non ho bisogno di parole
per vincere il terrore
mi basta sentire la tua
presenza accanto a me.

Dammi la mano.

Saturday, July 25, 2009

Il mentitore (ovvero sulla poetica o arte della poesia - di quale argomento deve trattare il poeta)

Nel mio mondo onirico
sfuggo dalla miseria
di una vita grama priva
d' affetti e soddisfazioni.

Sogno di Eros, focoso e raffinato.
Succhio al seno della notte
nutrendomi di parole inudite
che nessuno mai mi espresse.

Afferro le stelle specchiandomi
nella luna. Nuoto sulla linea
dell'orizzonte con i delfini
cavalcando la grande onda.

Perché osi condannarmi
etichettandomi bugiardo?
Sono veri i miei sogni
come vera è la realtà
della natura che sol con me
s'è svelata matrigna.

*****

Posson le parole di colui che
vive e si nutre solo di fantasie
essere considerate vere?.

Chi non ha mai conosciuto l'amore,
che non sa quanta fatica occorre
per tenerlo in equilibrio stabile
Come può ritenersi sincero?

Come può dirsi sincero
chi non conosce cosa sia il dolore
la carne dilaniata, lacerato il cuore?
Ribadisco: tu sei un mentitore!

Menti a te stesso! Non puoi parlare
di ciò che non conosci. Tu sfuggi
i problemi del viver quotidiano.
Menti alla vita non afferrando
a piene mani ciò che lei ti offre
rinchiudendo la realtà  dentro il sogno.

*****

Mentirei solo se parlassi prestando
ascolto alla ragione e non al cuore.
Ma se è il cuore a generare i miei sogni
perché insisti a ritenermi un mentitore?
                                                  

Tempo

Il Tempo inesorabile avanza

Riprendo in mano i vecchi testi
rimpiangendo il tempo in cui li trascuravo
per dedicarmi all'ozio ed ai divertimenti
quando per zittire la noia, sovente, mi trascinavo
in mezzo alla gente, mascherando la mia
timidezza con l'impeto sanguigno della giovinezza.

Nel tempo mondano seppellivo il tempo fisico

Tempo predatore che corrode uomini e cose.
Tempo che ti inchioda al muro serrandoti la gola
Tempo assassino che ti succhia dal seno la linfa
ed avvizzisce le tue cellule cerebrali
debella le tue difese fino a che esangue
il corpo avvizzisce e si abbandona
come un abito dismesso sul pavimento.

Ho sete di Sapere.
In barba al Tempo
torno a studiare

Thursday, July 23, 2009

Ouroborus


 Disegno di Jacob Böhme dalla sua Theosophische Wercke, Amsterdam, 1682.
[Nota la fenice (anima) uccello della rinascita che sale, facendosi strada attraverso il buco, alfa-omega, nel cerchio, rappresentato dall'ouroboros che si morde la coda]

Spalanca le sue fauci la vita
risucchiandoti prima che tu
possa fuggire via. Mai sazia...

Sono una cloaca le sue viscere
in perenne fermentazione:
ingurgita, mastica, ingoia, riassorbe
in un ciclo eterno di non estinzione.

Rimane la tua anima intrappolata;
risultano vani gli sforzi del cocchiere  
per tenere a bada i tuoi bassi istinti
suggeriti dall'animalità della tua forma.

Tende verso l'alto la pura essenza
La trascina verso il basso l'esistenza
Getta la zavorra della ragione!
Libera il tuo io migliore!

Espandi il cuore. Apri il varco
tra l'inizio e la fine e vola alto:
oltre  il confine dell'apparire.