Saturday, July 18, 2009

Un dono


 
Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte...

[
Un Dono di Mahatma Gandhi]

Se vuoi fare un regalo non andare lontano
Offri gli unici doni non passibili
  d' interessi né venduti al mercato.

Non se ne misura il  valore
dal gonfiore del portafoglio.

Nessuna quotazione in borsa
li rende così pregevoli.

Eppure ri-danno al ricevente
l'unica cosa che conta:
un cielo rosa dove volare.

Dove li puoi trovare?
Nella grandezza del tuo cuore c'è
  la chiave giusta che apre i cassetti
dove sono custoditi questi tesori.
Donali!

Friday, July 17, 2009

e... fuori piove.



Le parole accarezzano il pensiero
e... fuori piove: svanisce la calura
mentre l'acqua sedimenta la polvere
che il vento sollevava qualche istante fa.

E' bastato un attimo e le cose
assumono un aspetto nuovo,
diverso; pulito e fresco.
Tiro fuori l'ombrello e mi riparo
così dalla cattiveria del tempo.

Cullo la mia anima cantandole
una nenia antica e moderna.
Sincronizzo i passi all'unisono
coi battiti del cuore e... fuori piove.

Tuesday, July 07, 2009

Il firmamento

Su un panchetto,
braccia sul davanzale
mi sostengo il mento:
Osservo il firmamento.

E' un mare di stelle
questo cielo limpido,
non un alito, né un soffio
ne vela il luccichio.

Sussurra  la notte
narrandomi di mondi
sconosciuti e lontani.
Squarcio il velo del Tempo.

Misuro col giusto metro
la dimensione delle cose

Vibrar di battito d'ali
illanguidisce la mente.
Reclino piano la testa:
così mi addormento.

Cede nel sonno il baluardo
dell'ultima roccaforte spaziale.

Friday, July 03, 2009

Marinaio issa l'ancora

Signori si scende,
si cambia carrozza.
Attenti allo scambio:
a destra l'imbarco
a sinistra il diretto
per ReggioCalabria.

Labbra arse di sale,
salsedine appiccicata
addosso.Pelle ambrata.
Vestiti tinti di nero.


Nero indelebile. Nero,
uguale al grasso delle rotaie
dei treni di quella stazione
che non conosce la morte.


La robusta ancora
e la piccola valigia
dentro ignota angoscia
e sconfinata paura.


Andare e venire
in cerca perenne
di ferma stabilità.
Marinaio issa l'ancora.



Thursday, July 02, 2009

8

Scorre la vita,
poto ancora il mio bonsai.

Fuori stagione

7

Un boato in cielo.
Abbagliante la fiamma.

Veglio stanotte


[A temporalestivo... è il mio modo per essergli vicino]

Wednesday, July 01, 2009

6

Accendi spegni
tra le siepi in giardino.

  Non è natale.

5

Che guazzabuglio
trovo dentro il  cassetto!

Sudo e rassetto

Friday, June 26, 2009

Agorafobia intellettuale

  Ruotano le stagioni
perennemente sospesi
su una chiatta che tenta
una conciliante mediazione
tra l'impulso dell'animale
e la non-coscienza della ragione.

Riempio il tempo con zolle
di mere azioni e non-pensiero.


Saltimbanco tra l'essere
e l'apparire, preda di una frenesia
sottile,  mi allontano dalla massa.
Celando bene  il mio disagio - figlio
di un' agorafobia intellettuale -
non comprendo cosa mi fa più male.

Avara di slanci e di parole
chiudo l'uscio e mi taglio fuori.


Giace,  in camera da letto,
dismesso, il vestito di scena
colorato, mentre, riflesso
nello specchio, vedo sfocato,
il mio dolore mummificato.

Saturday, June 20, 2009

Formiche

Ha valore la vita
di un insignificante formica?
A migliaia invadono il formicaio
Chi riesce a distinguerle una dall'altra?

Così è degli uomini l'esistenza grama.

Rotolano su terreni accidentati
con mani sporche detergono il sudore
dipingendosi così sul volto... la maschera.

Brulicano e si sbracciano per uscir dalla massa

Celano le rughe il racconto della vita
mentre negli occhi, fari senza petrolio,
non traspare più il guizzo dell'anima.

Sotto un tumulo si spegnerà  il  ricordo

E duplicano i loro spermatozoi ed il loro DNA
tentando di sopravvivere alla morte sovrana:
compendio di  paranoiche manie

Tornano polvere e cenere, coi giorni, le parole.

Tutto passa eppure tutto tornerà.
Riprenderà il ciclo dell'esistenza grama
fino a che non verranno spezzate le catene
della bramosa concupiscenza della vita.

Io non tornerò: dissolto in bagno d'acido sarà il mio Io


Friday, June 19, 2009

La lumaca



[Olio su tela 70X50. Chiedo venia ma non sono una brava fotografa...]


Avanza lenta e sinuosa
brecciando brume di ricordi
che credevo cancellati.

Nel minuscolo giardino
tra l'erba fresca di rugiada
eccola  far capolino :
la lumaca.

 
Risuona nella mente
la vecchia cantilena
che tu, che noi, bambini,
recitavamo a squarciagola:

- Bucalaci nesci i corna,
dui pri tia e dui pri to' nonna.
*

Mastico zucchero filato
di forchette di dolore
che mi lasciano in bocca
il gusto salato della caliggine.

Da tempo immemore,
vivo il presente dando le spalle
a quel futuro che avrei voluto.

Funambolo sospeso nel vuoto resta
il pensiero incapace di guardarsi dentro.

*[Una cantilena popolare, credo calabrese, perdonatemi ma la mia infanzia è un mixer vissuto in sospensione sullo stretto di Messina, per cui a un certo punto non distinguo il dialetto reggino dal messinese. La cantilena si riferisce ad un gioco che si faceva da bambini stuzzicando le "antenne" della lumaca che al contatto le ritraeva per poi farle rispuntare lentamente.]


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