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Saturday, October 29, 2011

Cimiteri il 2 Novembre

Sotto la bianca stele


solo un vocio sottile:


Di pianto di-vento infantile.


 

Baluginio d'un lume


tra quelle antiche ciglia


col profumo di fiori nuovi...


 

crisantemi1

Monday, August 01, 2011

Scacco matto

Oggi

come ieri

e ancor ieri l'altro

m'assale viva la brama

d'indagare,

frugare,

scavare,

comprendere

i tuoi ingranaggi cerebrali.


Rompere alfin  quel muro

ove s'arresta il suono.


Lo sguardo,

sul tuo bel viso,

fermo se ne sta.

Attende un battito

di ciglia...

Un pulsar

di vena...

Che, dalle carnose labbra,

un fremito esca.


Tu, dritto e fiero,

nel tuo silenzio arroccato

infliggi al mio cuore

l'ennesimo

scacco matto.


canstock16742949

Saturday, January 30, 2010

Son come grilli i pensieri

petulanti
insistenti
stridenti
Sfriggono
friggono
affogano
nella melmosa pastoia della ragione
Non c'è rimedio
né antidoto
che li metta a tacere
Saltano
danzano
cantano
sul ritmo scandito dall' ore.
Sirene o Arpie
abbindolano
ammaliano
affascinano
tra le sinuose curve cerebrali
S'insinuano
prendendo possesso
delle tue funzioni vitali.

Wednesday, July 22, 2009

Due piume

- Ti ho detto di lasciarla stare. Falla riposare!
- Riposare? Ti sembra questo tempo di riposo?
- Certo. C'è un tempo per ogni cosa. L' operaio ha diritto al suo salario ed anche al suo riposo, se vuol essere sveglio e vigile al lavoro. Perfino Lui, lassù, dopo sei giorni di duro lavoro il settimo si è riposato.
- Il guaio è quello. Forse si è riposato troppo e così ecco il risultato!
- Tu non sei in te! e abbassa il tono altrimenti la svegli e, speriamo, che Lui fosse girato da qualche altra parte e non abbia udito ciò che hai appena detto.
- Sarei ben felice se ciò fosse accaduto, magari riuscirà a farmi capire cosa sta succedendo nel Mondo.
- Tu bestemmi e ti comporti da sciocco ed insensato. Hai dimenticato cosa successe a Giobbe?

Un dialogo serrato si svolge alle mie orecchie mentre sono da poco sprofondata nel sonno. O forse sono nella fase REM e quello che mi sembra di udire è solo frutto del sogno. Mi giro sul fianco, il movimento mi sveglia e resto così, con gli occhi semichiusi in attesa di ricadere nel meritato riposo.

- Hai visto? L'hai svegliata! Ti avevo detto di non parlare, ha faticato tanto ad addormentarsi per colpa tua e ora che ero riuscito ad acquietarla tu la risvegli?

 E no... adesso sono ben sveglia e odo bene il sussurrare,. Altro che fase REM, mi siedo in mezzo al letto, allungo il braccio per accendere le luci dell'applique sopra la mia testa ma qualcosa mi ferma.
Una luce soffusa, di un tenue verde, filtra dalla porta socchiusa dello studio. Mi alzo cercando di non disturbare mio marito e mi dirigo verso la camera. Prima di entrare accendo la luce. Nessuno. Non c'è nessuno. Mi fermo, mentre giro lo sguardo nella stanza tento di concentrarmi sui suoni... Silenzio...
La fronte corrugata mi giro per tornare a letto mentre lo sguardo cade sulla tastiera del mio pc. Strano... davvero strano. Due piume a forma di pennino giacciono vicine, una accanto all'altra. Una è nera e l'altra di un bianco immacolato.
- Ci manca solo l'inchiostro - penso tra me mentre allungo la mano e le afferro. Sono soffici, di circa 30 cm di lunghezza. - La cosa è davvvero singolare. Non ci sono in casa oggetti del genere. Le porte sono chiuse e, soprattutto, non c'erano ieri sera quando ho spento il pc per andare a letto. Poi d'impulso mi dirigo verso la libreria, dove tengo i miei colori, ci sta dell'inchiostro di china blu e seppia. Prendo entrambe le bottigliette, torno alla scrivania e afferro il block notes che ho sempre a portata di mano. Non so perché prendo la decisione di intingerli ambedue contemporaneamente. Uno per ogni colore. Li tengo tutte e due tra le dita quando torno ad udire le voci:

- Ritornando a quello che dicevi prima. Lo so cosa è successo a Giobbe e so anche che quello che c'è scritto in quel libro non va interpretato ad litteram, come solo i miopi sanno fare. Ma il fatto è proprio questo. Che il mondo è pieno di miopi.
- Io credo che tu abbia passato troppo tempo fermo in questo piano. Sarebbe il caso che ti concedessi una vacanza di qualche... secolo... umano. Così magari ti toglierai quel nero dalle ali...

Adesso mi sembra di distinguere il tono di quelle voci misteriose. Una sembra dura e al contempo... triste. L'altra dolce e suadente, di chi ha pazienza da vendere.

- Forse non ti sbagli. C'è solo un piccolo particolare da non trascurare. Io non mi muoverò di qui fino a che nel mondo non verranno debellate tutte le miserie e le brutture.
- Come pensi di poterlo fare? Non sono serviti secoli e secoli di grandi Maestri ci vuoi riuscire tu?
- E' vero. Ed io non ho l'altezzosità di solo pensare di poter riuscire in ciò. Ma nel mio piccolo, nelle mie umili possibilità, che non possiedo le doti degli arcangeli, cerco di svegliare la coscienza degli umani.
- Perché ti ostini a voler parlare una lingua che loro non vogliono capire? Prendi esempio da me... Ti faccio vedere...

Ora stringo tra le dita la piuma bianca mentre la nera con un impercettibile gesto della mano viene portata indietro.


Giunge la notte in compagnia della Luna
sussurra il cuore languide frasi d'amore.
Si riversa sulla terra l'argenteo chiarore
a illuminare le anime innamorate...


- E secondo te è questo il modo di far capire agli uomini i loro errori? Nutrirsi di sogni e ignorare i loro misfatti?
Tu vaneggi. Farnetichi...

E' davvero indignato il tono mentre la piuma bianca viene portata dietro e stringo la punta di quella nera... (Beh, lo so questo è un esercizio che sa più di prestigiatore che di scrittore..ma basta farci un po' di pratica, vi assicuro che è più facile a farsi che a dirsi).




Non ignorare il pianto del bambino
a cui sottratto gli è stato il materno
nutrimento.
Non girar lo sguardo su quel corpo mutilato,
è passato per sbaglio su un campo minato.

Apri gli occhi ed osserva,
guarda, piove sangue misto ad odio
lì nel giardino dell'Eden


Mentre Caino uccide ancora un altro fratello
piange una mamma l'innocenza violentata
rimbomba l'aria delle grida di una donna
all'avanzare dell' oscurità notturna...



- Basta! Smettila... Smettila! Non capisci che questi sono pensieri che ogni giorno gli uomini debbono affrontare?
- Forse hai ragione tu. Il guaio è che poi arriva la notte... le stelle... la luna e... il sonno. E nel sonno tutto questo lo si abbandona e si vive nella dimensione del sogno...

Una pausa, tendo l'orecchio... sono cessate le voci?

Sai che ti dico? Noi il nostro dovere lo facciamo ogni giorno. E abbiamo il nostro bel da fare ad evitare che lei si cacci in guai più seri. Almeno a lei riusciamo a tenerla lontana dalla guerra, dalla fame, dalla droga e da tutte quei veleni nocivi che molti invece sono costretti a subire. Penso che con lei abbiamo fatto un buon lavoro. Chissà se si rende conto di quanto è stata fortunata! Lasciamo che torni a letto e si riposi. Lei sa quando è il momento di tacere e quando quello di parlare. Deciderà lei. Non per nulla è adulta... Però anche io ho un sogno... sai?
- Sentiamo...
- Sarebbe bello se alla sua voce se ne unissero altri cento.. e poi cento.. e poi cento...
- Ecco... Sogna..

Saturday, March 14, 2009

Io no, io non scordo

Non diffidare di quel bussare
alla porta del tuo cuore.
Non temere se d'improvviso
una fiamma avvampa il  cuore.

Perché spegner vuoi quel fioco
raggio che fa capolino tra le fessure
della finestra chiusa? Torna a te,
il buon pensiero, a tenerti compagnia.

Che non si affida all'oblio del tempo
il bene avuto ed il male ricevuto.
Dell'uno si ringrazia per l'eternità
l'altro è solo un file archiviato
nell'hard-disk del  cervello
in attesa di essere resettato.

Monday, February 16, 2009

Carnevale e... Maschere





Si ritrovò come per magia ad aggirarsi dentro uno stabilimento in cui gli operai indossavano le vesti dei preti, dei benpensanti, delle suore, c'erano perfino i farmacisti, gli avvocati i parrucchieri ed i barbieri. Insomma la media ed alta borghesia era tutta lì. Perfino gli avventori dei bar, la peggior specie. Tutti intenti a modellare volti... Guardò meglio, sbirciando sopra le spalle di una dama della carità che intingeva, con le sue mani ben curate e dipinte,  un pennello in un calamaio con il quale si affrettava a decorare il volto di una bimba rubiconda... Non erano Volti ma... Maschere.
Strano, sapeva che l'uso di creare le maschere si perdeva nella notte dei tempi. Che le medesime venivano usate già dagli antichi attori greci ma non aveva mai saputo  che gli addetti a tale compito fossero tutta gente che nella vita di tutti i giorni era occupata in altri mestieri.
Decise di chiedere delucidazioni al riguardo, ma... a chi?
Di sicuro al reparto collaudo. Chi meglio di loro poteva spiegarle la presenza di tutti quei personaggi lì, in quella fabbrica?
Seguendo le indicazioni che si trovavano su dei cartelli appesi vicino alle porte si diresse verso i piani superiori. Segreteria... Presidenza... Economato... Sala prove... Entrò, le più alte cariche erano lì rappresentate, seduti in prima fila osservavano ... la Terra!
Scivolò silenziosa nella prima sedia dell'ultima fila. Quella vicino alla porta da cui proveniva. Seduto accanto un piccolo signore, in abito nero con la camicia di un bianco immacolato si puliva energicamente gli occhiali spessi. Decise di vincere la reticenza  per chiedere a lui spiegazione.
- Vede mia cara - esordì questi - Nel nostro stabilimento produciamo le maschere che poi ciascuno di noi indossa tutti i giorni da quando ci svegliamo fino all'ora in cui stanchi ci rifugiamo tra le braccia di Morfeo. Questo ci permette di tenere sotto controllo il nostro vero Io. Quello che emerge solo nel mondo onirico.
Quello stesso Io che ha la sfronattezza di manifestarsi solo durante un determinato periodo dell'anno.
Tacque mentre alitava sui vetri dei suoi già brillanti occhiali.
Ne approfittò per chiedergli:
 - Quale?
- Durante le feste carnecialesche - gli rispose lui, stizzito per una domanda che, molto probabilmente, reputava inutile. Indi riprese con tono concitato come uno spettatore ad una gara ippica nel momento in cui il cavallo che davano per favorito , e su cui lui aveva puntato la giocata, viene sorpassato solo per la testa da quello che lo seguiva.- Guardi lì - mentre le faceva vento con l'indice puntato verso la platea.
Lei allungò un po' di più il collo sopra le alte teste coronate:

Ed ecco il demone
ed i folletto.
Il fratino
e l'angioletto.
Sotto braccio
in allegria
scorribandano
per la via.

Ed è festa.
Ed è baldoria
per il povero e la signora.
In questo giorno di Follia
anche il ladro e l'onestuomo
con la vergine e la maliarda
tra lo spasso e la baldoria
di una tarda goliardia
si scambian baci;
condividono sorrisi.

Tutti uniti,
tutti contenti
in questo solo giorno dell'anno
beffe del Conformismo si fanno!

La voce di lui le giungeva stridula ed irata mentre, paonazzo in volto e con lo sguardo disgustato, gli indicava tutta una serie di personaggi che vociavano al centro della platea...



Sorrise scuotendo la testa e silenziosa scivolò fuori da quella tribuna per sparire così come era giunta...





Tuesday, January 20, 2009

Fluide emozioni


[my graphic]

Nella parete di mattoni,
nicchia con  volta ad arco
ed una piccola finestra
per guardare il mondo fuori.

Fogli di carta sparsi
l'immancabile biro
i libri miei prediletti
per scrutare dentro me.

Pensieri ingombranti,
parole che stentano ad
uscire, immagini sfocate
col tramontar del sole.


E cerco in vecchi tomi
ricordi di fluide emozioni

Tuesday, October 14, 2008

Inutile Indugio



Rinviare è solo strascicar
stanco di passi nel deserto della vita,
con l'arsura a prosciugarti la gola.
Scarne ossa seppellite nella sabbia
in cui affogano parole e pensieri.

Briciole di carta che volano
mesti al calare della sera.
Tracce vaghe di un passato
sfilato come una sottoveste
di seta ormai consunta.

Perché attardarsi?
Perché indugiare ancora?
Ascolta la voce del vento,
sgancia l'ancora, issa le vele,
riprendi la via del mare.

Navigatore solitario
è giunta l'ora di andare.

Sunday, July 27, 2008

Vuoi



Vuoi che ti racconti senza veli:


della rabbia, dell'amarezza


o dell'inconsolabile tristezza


che la fanno da padroni in me?


 


Vuoi che ti narri


del come e del perché?


 


Vuoi che ti sveli i desideri,


le inconfessate frustrazioni


Le ali tarpate, i sogni infranti,


Le carezze invano desiderate,


le parole affettuose negate,


I voli pindarici, i bagni di fango,


Le umiliazioni subite


e le lacrime bevute?


 


Vuoi che ti parli delle ferite


non cicatrizzate, degli amori


non corrisposti e di quelli finiti?


Vuoi che ti dica del dolore


che nessuno riesce a lenire?


 


Strappami l'anima.


Lacerami le carni.


Cavami gli occhi.


E per ultimo, estirpa la mia lingua


se oserà proferire una sillaba.


Non confesserò nemmeno a te,


Poesia, il  dolore che provo


nel vivere in questo Mondo.



Saturday, June 21, 2008

Il vaso di pandora




[Ingobbio nero graffiato su colombino eseguito a mano]
 - Collezione privata -

 


A Pandora donò Giove un vaso:


Non aprirlo mai, pena l’ esistenza!


Le disse mettendola in guardia.


Ma, ahimé, curiosità la vinse.




Ora i mali insozzano Gaia


mentre Elpis, imprigionata geme


perché all’uomo negato gli è


il suo  lenitivo conforto.


 


Dicono che abbia riaperto


il vaso Pandora, ma allora, Speme:


Perché mi hai abbandonato?


Saturday, June 14, 2008

Introspezione


 ....


Un'ora...a volte non ci si fa caso... presi dal vortice lavorativo non ci avvediamo di quanto rapidamente passi il tempo.
La mente,  assorbita dall'attimo presente, fatica ad avvedersi dello scorrere delle lancette.
Poi vi sono dei momenti in cui i minuti diventano...lenti...
Troppo lenti...
 Gli stessi  pensieri  sembrano andare al rallentatore...flash back...lampi...attraversano la mente...
Scacci pensieri ed immagini...fai un bel repulisti...sgomberi la mente...e patatrac...
Quelli che hai cacciato dalla porta d'ingresso ti entrano da quella di servizio approfittando di una tua momentanea distrazione...
A quel punto che fai? Accetti gli intrusi, fai buon viso a cattivo gioco...Hanno loro per il momento le carte in mano.
Li fai accomodare.
Ti siedi...
Accavalli le gambe...
Incroci le mani all'altezza dell'ombelico iniziando a far girare i pollici...
Distendi la schiena..
Un sorriso stampato in viso e li osservi scalmanarsi...infervorarsi...incendiarsi...
Sorridi con aria di sufficienza...mentre le labbra tirate, all'angolo sinistro della bocca, evidenziano  il sottile sarcasmo che quello spettacolo ti suscita.
Fessurizzi lo sguardo...punti le tue iridi al centro di quel salotto e, con assoluta calma, sollevi le mani ed imponi il silenzio...
Adesso parlo io!
Io...che sono in fondo l'autrice...la creatrice della vostra esistenza...
Senza di me voi non sareste nulla. Non esistereste nemmeno!
Io vi alimento con i miei sogni...con le mie fantasie...con le mie emozioni belle e brutte...
Sono io che vi ho generato con le mie azioni...nel Bene e nel Male...
Or cosa venite a reclamare? Voi figli di questa mia esistenza...voi creature resi fantasmi dallo scorrere del tempo...Vi presentate qui ed iniziate con i vostri se...ed i vostri perché. Ma non ci sono se né perché  nel vostro chiedere angosciante a cui io possa o voglia rispondere...
Vivo il presente...E commetterei bestemmia se dicessi che non mi va bene niente... ho quello che mi serve per soddisfare i miei bisogni fisici.
Eppure non riesco a spiegarmi questa inquietudine...questa tensione continua...questo mio protendere alla ricerca di quel qualcosa ... quello che nello Shodoka viene definito con...  la frase: "In Shin den Shin"...
Ora lo so...è per questo che voi smaniate...fremete...e vi ripresentate...
Volete da me una data...pretendete che vi dica il giorno...Reclamate un'ora ben precisa...Un luogo...un evento ...
Come vorrei poterveli dare!
Ma non la conosco nemmeno io...
Orsù...vi prego...accomodatevi fuori...Devo tornare a lavorare...


Un vecchio post ripescato dal mio blog di window.live.com (datato 12 Aprile ma non c'è scritto l'anno) , grazie ad un visitatore che è passato da questa pagina attraverso google...